ADESIONE MANIFESTAZIONE PRECARI SCUOLA
post pubblicato in Comunicati Stampa, il 6 novembre 2009
Il candidato alla Segreteria Regionale del PD, Lamberto Bottini, sostiene le ragioni e le richieste dei precari della scuola che subiscono le ricadute più pesanti e immediate dei tagli alla scuola pubblica operati dal governo, con la perdita del posto di lavoro dopo anni e anni di utilizzazione continuativa e dopo aver seguito le leggi esistenti nel nostro paese per accedere all’insegnamento.

Per tutti questi motivi il candidato ha deciso di aderisce al sit in di protesta che si terrà oggi, 6 novembre 2009, davanti alla sede regionale della RAI, sostenendo la necessità di ripristinare l’immissione in ruolo dei precari insegnanti e del personale tecnico amministrativo e ausiliare, come previsto dall’ultima finanziaria 2007 del governo Prodi.

Il Comitato Regionale Bersani e Bottini


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Non tradiamo la fiducia del popolo delle primarie e dei nostri iscritti!
post pubblicato in Documenti e Contributi , il 30 ottobre 2009

Alla luce di recenti dichiarazioni apparse sulla stampa ci sembra doveroso riportare la discussione sull'esito del recente Congresso del PD a quote “più normali”, analizzando con lucidità ciò che emerge dai dati reali. Riteniamo che parlare di delegittimazione di una parte del partito sia molto grave e di certo tradisca il senso che ha animato il libero e democratico confronto all'interno del PD. Delegittimato a governare è chi, di solito, perde le elezioni e non chi le vince. In democrazia funziona così. E ancora. La responsabilità della sconfitta del PD alle Europee e alle elezioni amministrative in alcuni comuni Umbri non può essere attribuita a livelli di governo altri rispetto alla gestione politica del partito.

Tornando al congresso, il dato inequivocabile che esce dalle primarie è che il popolo del Pd ha riconfermato la grande fiducia a Bersani e Bottini già espressa a settembre nelle consultazioni degli iscritti. Al di là della difficoltà e delle complicazioni del regolamento, il risultato del voto in Umbria ha espresso un'indicazione chiara: hanno scelto Bottini e la sua piattaforma 35.231 umbri, pari al 49,06% dei votanti, per Stramaccioni hanno votato 29.327 cittadini, pari al 40,83%, e per Marinelli 7.258 pari al 10,11%. Quindi a Bottini sono andate ben 5.904 preferenze in più rispetto ad Alberto Stramaccioni, che in termini percentuali fa 8,23 punti di differenza. Un’indicazione molto chiara. Questa scelta è rafforzata dalla straordinaria partecipazione alle primarie (i dati ufficiali parlano di più di 74.000 votanti) e dall’omogeneità del risultato sul territorio regionale.

Ecco perché sarebbe grave dare l'impressione che il congresso sia servito solo a mercanteggiare posizioni di potere, in spregio alla straordinaria partecipazione popolare al voto del 25 Ottobre. Vogliamo ricordare che Dario Franceschini, con grande senso di responsabilità e serietà, ha annunciato pubblicamente, ancora prima di attendere i dati ufficiali (che non hanno fatto altro che confermare i primi numeri), che il vincitore del Congresso era Bersani e si è messo a disposizione del Partito. Questa è stata una grande lezione di democrazia, figlia del più apprezzabile e stimabile senso di responsabilità e “amor di partito”.

Allo stesso modo condividiamo le parole della segretaria uscente Maria Pia Bruscolotti che ha sottolineato, nei giorni scorsi, la necessità di rispettare il voto del popolo delle primarie con senso di responsabilità. Crediamo che un partito moderno e serio non debba cedere alla tentazione di forzare e tradire il senso di una scelta democratica.

Ora il regolamento congressuale prevede che l'assemblea regionale neo-eletta elegga a sua volta il Segretario Regionale qualora questo non abbia superato il 50% dei consensi alle primarie. Siamo fiduciosi che tutti gli eletti, chiamati a governare il partito per i prossimi anni, sappiano dare, con alto senso di responsabilità, un valore allo straordinario momento di partecipazione e mobilitazione che sono state le Primarie del 25 Ottobre.

Gianluca D’Ingecco - Stefania Fiorucci - Claudia Maria Travicelli - Maura Franquillo - Paolo Eusebi - Giovanna Petrini - Enrico Menichetti - Tiziana Capaldini - Daniela Albanesi - Simone Pettirossi - - Nicola Mariuccini - Francesco MAria Giacopetti - Marco Pompei . Roberta Bragetti - Alba Cavicchi - Rita Petrazzoli - Andrea Marchesini - Mirko Fiacca - Fiorello Primi - Matteo Burico- Claudio Monellini - Mariano Borgognoni - Gianna Pazzaglia - Barbara Fossati - Mirko Ceccarelli - Simona Brugnoni - Daniele Trippi - Marco Bugossi - Nargherita Banella - Alessandro Torrini - Margherita Primi - Gianfranco Pievaioli - Davide Astolfi - Noemi Marziani - Leonardo Lorenzoni - Chiara Bizzarri - Gino Pippi - Silvano Cerri - Fabio Pontefice - Alessia Dorillo - Alessandro Magara - Giovanni Magara - Valeriano Magara - Anna Maria Castellani - Antonello Chianella - Daniele Castellani - Giada Riganelli - Ermanno Riganelli - Vinicio Riganelli - Fausto Bellaveglia - Alfredo Fratini - Carla Collesi - Gioiella Treppiedi - Simone Sensi - Giammarco Alunni Proietti - Alessio Sordi - Laura Riboloni - Andrea Bellavita - Raffaele Parbuono - Riccardo Manganello - Rossella Cestini - Ottavio Anastasi - Erigo Pecci - Andrea Tabarrini - Gabriele Silvestri - Nicolò Violini - Monica Lamberti - Fabiano Ortolani - Ramona Furiani - Chiara Pepi - Giovanni Rubini – Maria Grazia Ricci - Angelo Antonini - Cristian Cecchetti - Franco Parlavecchio - Daniele Gallina - Roberto Mincigrucci - Ilaria Burini- Linda Carbonari - Marisa Fanini - Azzurra Sargenti - Roberto Ceccarelli - Marco Bruscia - Stefano Corinti - Pietrini Federico - Enrico Bellavita - Rossella Cestini - Lorenzo Marchetti - Alessandro Venturi - Alberto Naticchioni - Marco Bagnini - Claudio Passeri - Maruizio De Luca - Paolo Trenta - Stefania Latino - Gianni Fiorucci - Barbara Mischianti - Michele Sarli - Claudio Barbacci - Fabrizio Mariani - Valentino Facchini - Diego Pascolini - Barbara Bucari - Gilberto Garofoli - Luciano Recchioni - Enrico Pedana - Ester Pascolini - Jada Commodi - Virgilio Arteri - Carlo Vecchiarelli - Cristian Matarazzi - Lucia Cappelletti - Mauro Monacelli - Gino Baiani - Sante Fabi - Maurizio Fusari - Paola Petrelli - Antonio Luna - Dante Andrea Rossi - Valia Alianti Fedeli - Amedeo Marcelli - Sandro Laureti - Bruno Toniolatti - Roberto Loretoni - Andrea Orlandi - Andrea Bartocci - Margherita Fede - Anastasia D’Angeli - Patrizia Cristofori - Marco Locchi - Cinzia Montanucci - Mauro Alunni - Paolo Bondi - Fabrizio Zangarelli - Francesco Mirti - Anna Rita Mariani - Cristina Farnesci - Michela Mattiuzzo 

DICHIARAZIONE DI LAMBERTO BOTTINI
post pubblicato in Comunicati Stampa, il 26 ottobre 2009

PERUGIA, 26 Ottobre 2009 - Il congresso del Partito Democratico in Umbria si è chiuso con una forte e chiara affermazione della mozione Bersani-Bottini. Il popolo delle primarie ha confermato, in maniera inequivocabile, il risultato già conseguito nella consultazione degli iscritti, ribadendo la sintonia tra questi e gli elettori del Pd. La straordinaria partecipazione alla consultazione e la grande mobilitazione dei volontari mettono in evidenza le grandi potenzialità del Partito Democratico, nonché le aspettative dei cittadini verso il suo progetto politico. Con l’elezione di Pierluigi Bersani e con il largo consenso dimostrato alla mia candidatura l’elettorato ha voluto testimoniare pieno sostegno al nostro progetto per l’Italia e per l’Umbria. A tutti un ringraziamento per averci sostenuto e per aver mostrato, attraverso la partecipazione, una grande fiducia nei confronti del Partito Democratico.

Una riflessione sul voto delle Primarie sarà fatta domani mattina (27 ottobre)in conferenza stampa alle ore 12.00 al Sangallo Palace Hotel (via Masi – Perugia)

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Dispiace che perdano tempo criticando la nostra lista
post pubblicato in Comunicati Stampa, il 21 ottobre 2009

"Siamo tanti, siamo giovani, e anche noi abbiamo scelto di impegnarci con slancio e passione nel primo, vero, congresso – quello fondativo – del Partito Democratico. Siamo i Giovani Umbri per Bersani e Bottini Segretari: studenti, precari, operai, giovani lavoratori e giovanissimi amministratori impegnati, da qualche mese a questa parte, a dare gambe a un progetto di partito che ci convince e che ci appassiona. E’ il progetto di un Partito presente ogni giorno nella vita degli italiani, che non sia solo un comitato elettorale che si riunisce sotto un gazebo per le elezioni. Un partito vivo, un punto di riferimento per ciascuno di noi, un luogo di incontro, di discussione e di elaborazione politica. Un Partito chiaro e deciso nel presentare la propria proposta politica. Senza incertezze, senza compromessi. Con programma definito, serio e che si proponga di cambiare veramente la società italiana, non di elaborare slogan. Un Partito che premi il merito, che sappia rinnovare la propria classe dirigente con la formazione politica delle giovani generazioni. Non un partito che imbocca la strada del nuovismo, che si rinnova cooptando: serve premiare i talenti e l’impegno. Un Partito che faccia della laicità un fondamento imprescindibile perché la laicità è lo spazio insostituibile che consente a ciascuno di sentirsi libero, garantito e protetto. Un Partito che sia partito del lavoro e dei lavoratori e in modo particolare dei giovani, costretti nella morsa del precariato che non dà la possibilità di creare un progetto di vita. E’ questo il Pd che vogliamo ed è per questo che non ci appassiona il dibattito su liste e listine, nomi e cognomi e primati anagrafici. Vogliamo parlare di progetti. E ci dispiace quando i giovani per Franceschini e Stramaccioni, che hanno avuto l’intraprendenza di comporre una lista tutta loro, perdono un’occasione preziosa di presentarsi agli elettori del Pd - quella di una conferenza stampa – spendendo il tempo a disposizione per criticare la lista (l’unica, sintesi di tutte le anime che compongono la mozione e il Pd) dei sostenitori di Bersani e Bottini. La nostra lista; che ci vede protagonisti INSIEME agli amministratori e ai dirigenti del Partito in cui crediamo, perché non abbiamo bisogno di trovare luoghi separati per discutere di politica. Non dobbiamo dimenticare che con le Primarie eleggeremo un organismo dirigente che rimarrà in carica fino al prossimo congresso e che avrà il compito di elaborare programmi e linee di governo. Non riteniamo, dunque, opportuno che sindaci come Wladimiro Boccali o Giampiero Giulietti, assessori come Andrea Cernicchi e Ilio Liberati, che in occasione delle amministrative hanno lavorato con successo per portare consensi al Pd e che sono impegnati tutti i giorni a risolvere i problemi della gente e dei territori, ne rimangano esclusi. Ai nostri coetanei che sostengono Franceschini e Stramaccioni vorremmo, infine, lanciare un appello all’unità: dobbiamo ricordarci che siamo tutti iscritti allo stesso Partito, il Partito Democratico, e che ben al di là dei risultati del congresso ci aspetta una sfida comune e molto impegnativa: rendere il nostro Paese un posto migliore per tutti".

Enrico Bellavita, Marina Fanini, Catiuscia Andreani, Cristian Cecchetti, Fabio Cappuccini, Alberto Minci, Filippo Stramaccioni, Lucia Brunetti, Maicol Fumanti, Cesare Coppo, Luca Pregolini, Alessandro Magara, Alessia Dorillo, Matteo Di Bello, Marco Bagnini, Chiara Pepi, Daniele Trentini, Francesco Maria Giacopetti, Giulia Mordivoglia, Nicola Zingarelli, Carlo Vecchiarelli, Marco Rinalducci, Federica Becchetti, Noemi Marziani, Flavio Righetti, Manuela Pasquino, Enrico Nannetti, Mirko Pompei, Niccolò Violini, Azzurra Sargenti, Stefano Corinti, Linda Carbonari, Mirco Marcaccioli, Monica Lamberti, Stefano Cotozzolo, Francesco Alessandri, Simona Brugnoni, Matteo Brugnami, Daniele Di Chiara, Daniele Gallina, Anna Ascani, Roberto Vicaretti, Giuseppe Orazi, Laura Buzzetti, Margherita Banella, Francesco Lubello, Ilaria Burini, Roberto Mincigrucci, Francesco Allegrucci, Lorenzo Accardi, Nicola Remoli, Elisa Pettinari, Mauro Mancini, Jada Commodi, Cristian Matarazzi, Carlo Pieracci, Cristian Goracci, Lorenzo Ortolani, Ambra Turrioni, Jacopo Maria Cocchini, Barbara Bucari, Gianluca Moscioni, Paola Orazi, Stefano Bruscia, Fabio Raggiotti, Roberta Bragetti, Nicolò Liberati, Stefani Fiorucci, Irene Rapastella.

CON BERSANI E BOTTINI PER UN NUOVO MODELLO DI WELFARE
post pubblicato in Documenti e Contributi , il 21 ottobre 2009
Siamo elettori del Partito Democratico, iscritti e non, impegnati nel sociale a Terni e provincia. Rivolgiamo un appello all’intero mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale a prender parte al prossimo appuntamento delle primarie del PD del 25 ottobre, come tappa di estrema rilevanza e partecipazione politica utile al Paese e all’Umbria. Partiamo dalla consapevolezza che l’impegno nel terzo settore, nell’associazionismo e nella cooperazione sociale muove da valori profondi e condivisi, con la volontà di costruire una società che sia migliore e che offra maggiori e pari opportunità.
continua

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Democratiche umbre per Bersani e Bottini
post pubblicato in Documenti e Contributi , il 20 ottobre 2009

Nuove sfide attendono l'Umbria e il Paese e nuovi orizzonti si aprono di fronte a noi.

L'attuale situazione di crisi economica e di caduta dei livelli di coesione, può e deve essere l’occasione per un ripensamento e una ridefinizione del sistema economico e sociale attraverso una crescita sostenibile caratterizzata dalla conquista di nuove e più avanzate frontiere di eguaglianza sociale, di libertà e di democrazia universali.

Le donne sono le prime a pagare le conseguenze di questa crisi in termini di espulsione dal mondo del lavoro. Sono le prime ad essere messe in cassa integrazione (ordinaria e straordinaria); le prime ad andare in mobilità, e sono coloro che dovranno ancora di più prendersi carico e fronteggiare, a casa, la cura degli anziani e dei bambini, perché tali ambiti sono sempre meno garantiti dai servizi pubblici.

In questo scenario, il Partito Democratico deve essere la forza politica capace di raccogliere la sfida della ripresa economica e sociale del Paese, ma, soprattutto, deve far crescere la libertà e la dignità delle donne.

Vogliamo un partito di donne e di uomini capace di far avanzare i diritti civili nel nostro Paese, di battersi contro ogni tipo di discriminazione genere, di debellare la violenza sulle donne e il razzismo e di garantire un confronto laico su tutti i temi cari alle donne.

Vogliamo un partito che porti “dal cielo alla terra” le idee di libertà, parità, giustizia, uguaglianza, diritti femminili che sono parte della storia e delle culture fondative del PD; un partito radicato e diffuso sul territorio che valorizzi il protagonismo delle donne fuori e dentro il PD.

Vogliamo un Partito Democratico che sappia cambiare la politica e la società con riforme concrete e condivise, per rimuovere gli ostacoli alla piena affermazione femminile, per la conciliazione tra lavoro e scelte familiari, per garantire alle donne una maggiore occupazione e parità salariale, servizi per l’infanzia e per gli anziani, cura della loro salute ad ogni età e particolarmente nella maternità.

Vogliamo un PD che promuova la parità sostanziale delle donne, che contribuisca a sfondare quel soffitto di cristallo che non fa emergere i talenti delle donne e renda visibili le risorse straordinarie che le donne italiane mobilitano nella società.

E’ questa la nostra testimonianza di donne impegnate in politica, nelle istituzioni e nella società in Umbria: solo l’esperienza di donne e uomini insieme ed in pari condizioni di rappresentatività ed operatività può operare un cambiamento di cultura, trasformare la nostra società e renderla più giusta, più equa e più democratica. Le donne chiedono nuovi spazi perché ciò avvenga; la politica deve essere alla testa di questo cambiamento nella cultura e nelle azioni di governo.

Solo un PD radicato, aperto e capace di includere, una forza politica che sa promuovere alleanze e un’azione incisiva di governo così come la mozione Bersani propone, può attuare questo e per costruire davvero un partito nuovo ed utile al paese abbiamo bisogno del contributo di tutte le donne e gli uomini che credono nel progetto del PD.

Sosteniamo le candidature di Pierluigi Bersani a segretario nazionale e Lamberto Bottini a segretario dell’Umbria e invitiamo tutti a sostenerle e a votare il 25 ottobre la lista nazionale “con Bersani09” e la lista regionale “con Bersani e Bottini09 per l’Umbria”, perché crediamo che nel loro agire politico siano stati capaci di interpretare al meglio le nostre proposte e siano per noi la miglior garanzia perché questo si attui nella vita futura del nostro partito.

Stefania Fiorucci - Catiuscia Marini – Mara Gilioni – Daniela Albanesi – Tiziana Capaldini – Maria Claudia Travicelli – Maura Matarazzi – Katiuscia Papi - Anna Rita Grilli - Gabriella Tassi - Barbara Mischianti - Barbara Bucari - Simona Panzolini - Lucia Ranuncoli - Giuseppina Gianfranceschi - Stefania Bagnini - Cinzia Montanucci - Rita Zampolini - Simona Brugnoni - Alessia Dorillo - Rita Petrazzoli - Ornella Bellini - Maria Grazia Ricci - Cristina Farnesi - Veruska Subicini - Valentina Bonomi - Paola Petrelli - Carla Collesi - Anna Rita Mariani - Roberta Gubbiotti - Ilaria Crocioni - Eleonora Mosconi - Valentina Passarella - Lucia Di Giovine - Ornella Bellini - Roberta Bragetti - Noemi Marziani - Ester Pascolini – Giovanna Petrini – Rosella Cestini – Anna Ascani

DARE CENTRALITÀ ALLE POLITICHE DI WELFARE E SOSTENERE LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA SOCIALE E DEL TERZO SETTORE
post pubblicato in Documenti e Contributi , il 19 ottobre 2009

di Giovanni Castellani

La situazione di crisi e le conseguenze economiche e sociali che si stanno determinando non possono essere imputate semplicemente alla crisi del sistema finanziario. Bisogna interrogarsi in modo più profondo sul nostro modello di sviluppo.
La realtà è che le promesse di “arricchimento individuale” e di “sviluppo illimitato” che la retorica liberista degli anni 90 ci ha proposto ha determinato un arricchimento di pochi o di pochissimi. Con la crisi crolla definitivamente quell’idea del mercato “dio supremo dei nostri desideri”, senza vincoli etici e incurante delle ricadute sociali.

In questo scenario il sistema di protezione sociale italiano, già da diverso tempo lasciato senza interventi di riforma, senza investimenti e con un crescente disequilibrio generazionale, rischia di non essere in grado di affrontare le conseguenze sociali della crisi.

In questo momento in Italia sono senza dubbio le famiglie, gli anziani e i giovani a sopportare le maggiori difficoltà. La politica dei “bonus” o delle “socialcard” non sono servite a nulla. Poche centinaia di euro all’anno di fronte alla perdita del lavoro, alla crescente sofferenza dei servizi sociali e sanitari, alla destrutturazione della scuola pubblica con le conseguenti maggiori difficoltà per le famiglie, alla crescita delle tariffe dei servizi pubblici non hanno compensato i maggiori oneri ne hanno aiutato e aiuteranno ad uscire dai problemi presenti e futuri. Ben altro effetto avrebbero avuto dei seri interventi di rimodulazione della pressione fiscale sulle famiglie. In questo senso purtroppo sono stati assolutamente insufficienti le misure messe in campo dal governo nazionale. Insufficienti e senza una direzione chiara capace di ridare fiducia alla gente e una prospettiva di futuro. La probabilità che l’inadeguata politica che caratterizza l’approccio, anche italiano, alla crisi e a questi problemi, causi ulteriori fenomeni di marginalità sociale è molto alta.

Un welfare che si preoccupa solo di “monetizzare il sostegno” ha il fiato corto. Per questo è necessario riproporre con forza l’idea di “un welfare come snodo centrale dello sviluppo”. I temi dell’inclusione sociale e del modello con cui perseguire il raggiungimento di obiettivi di equità sociale sono tra le questioni più rilevanti che oggi è necessario inserire nell’agenda politica dei governi locali e più in generale del paese.

Questo tema è centrale, in particolare in un paese, come l’Italia la “mobilità sociale” è tra le più basse di tutti i paesi europei, che in concreto significa che chi vive per diversi motivi una condizione di marginalità è destinato tendenzialmente a cronicizzate permanentemente questa condizione.

Oggi dobbiamo essere tutti maggiormente consapevoli che non possiamo parlare di sviluppo se c’è un numero sempre crescente di cittadini che vive una condizione di esclusione e di disagio sociale, l’esclusione sociale non è un concetto sociologico, ma si tratta di uomini e di donne, di bambini e bambine, di anziani ed anziane, di giovani che non possono permettersi livelli di vita sufficienti e dignitosi.

Spesso purtroppo davanti a questi fenomeni si è fatta avanti un idea fortemente generalizzata che tende a concepire come fisiologico il processo di esclusione sociale, c’è una marginalità che può essere in qualche modo tollerata, sulla quale, in qualche modo un’azione caritatevole interverrà. Non possiamo in nessun modo accettare questa teoria.

Welfare locale e rete integrata dei servizi devono essere concrete opportunità: come i servizi per l’infanzia, per gli anziani, per l’inserimento lavorativo per le persone disabili e quindi per sostegno delle famiglie che vivono questa difficile condizione. Questo sistema deve soprattutto promuovere opportunità e socialità, ma soprattutto riconoscere diritti alle persone e cercare di attivare per tutti, a partire da i più fragili, percorsi di inclusione. E’ solo attraverso questo “sistema”, fatto di opportunità e servizi che si promuove concretamente il diritto di cittadinanza sociale.

Oggi la sfida a cui dobbiamo far fronte e più complessa e la nostra capacità di governo locale deve essere in grado di costruire un sistema di politiche di welfare maggiormente inclusivo ed efficace, che sia in grado di definire e governare un processo di equità tra donne e uomini, giovani e anziani, italiani e nuovi cittadini.

Nella risposta a queste urgenze si gioca non solo il valore dell’equità, ma anche la stessa possibilità di crescita del nostro paese. Dobbiamo affermare concretamente che lo sviluppo umano e della persona sono il fine e il mezzo dello sviluppo e della crescita. Per costruire queste politiche è assolutamente indispensabile un rafforzamento del ruolo e degli spazi di azione della società civile e delle reti comunitarie. Per fare questo è necessario vincere un battaglia culturale, un’idea che nel nostro paese si è affermata e non solo per merito del cultura neo liberista, che le politiche di welfare non sono compatibili con le politiche di sviluppo e nel rappresentano un freno.

Noi dobbiamo affermare con forza che una politica di sviluppo e di crescita economica che investa sul fattore umano rende possibile e compatibile tale processo e tornare ad agisce sui livelli di fiducia dei cittadini per creare nuovo capitale sociale. In questo senso numerosi nuovi approcci alle politiche di welfare dimostrano che esiste un forte collegamento tra redistribuzione e mobilità sociale. In un Paese dove c’è una forte mobilità sociale in senso verticale c’è una minore aspettativa o pretesa da parte dei cittadini nei confronti delle politiche redistributive.

Non è difficile rendersene conto: se sono in condizione di povertà e di bisogno, però le condizioni di accesso alle opportunità di vita sono tali per cui in un lasso di tempo ragionevole posso pensare di uscire dal mio stato di povertà, darò meno importanza ad interventi di tipo redistributivo.

Per questo dobbiamo rilanciare su nuove basi l’idea del valore del lavoro nella vita delle persone e promuove in questo senso maggiori opportunità: consentendo ai giovani, di avere in tempi giusti, un lavoro per costruire la propria autonomia con un bagaglio formativo adeguato; per le donne e gli uomini delle classi di età centrale poter lavorare prendendosi delle pause (studio, cura, avere a disposizioni dei servizi per i figli e per l’aiuto agli anziani), per le persone di età matura poter rimanere al lavoro più lungo, se lo vogliono o cambiare lavoro o svolgere delle attività che consentano di sentirsi meno soli e utili. Lo sviluppo dei processi di coesione sociale e l’aumento di opportunità per in cittadini è possibile solo se incominciamo seriamente a favorire il decollo di uno spazio economico nuovo come quello dell'economia civile. Non si può garantire mobilità sociale e equità solo immaginato un sistema fatto da uno stato che equilibra lo sviluppo e la coesione sociale con qualche risorsa all’interno di un sistema centrato soltanto impresa privata di “tipo profit”.

In questo senso, “l’impresa sociale” da un lato e “l’impresa civile” dall’altro sono lo strumento primario e non secondario come spesso tende a pensare. Ad esempio, se si vuole realizzare una compatibilità dei tempi di lavoro e dei tempi di vita delle persone si deve sapere che senza una robusta economia sociale e civile quel tipo di obiettivo non potrà mai essere conseguito. Molti parlano della urgenza di transitare alla cosi detta “welfare society”, quello, però, su cui non si riflette abbastanza che ci sono almeno due versioni di welfare comunitario: c’è la versione di marca neoliberale cioè il conservatorismo compassionevole; c’è la versione chiamiamola, riformista, che punta invece su un sistema di welfare misto. La differenza tra queste due teorie è nel modo con cui si utilizzano a questo scopo i soggetti della società civile organizzata.

Dobbiamo porre a fondamento dello stato sociale l'idea che è il welfare dove dilatare gli spazi di libertà dei cittadini, che non significa garantire unicamente opportunità dei singoli ma potenziale tutte le reti di protezione tessute in modo collettivo, garantite in particolare dalla capacità autorganizzativa della società civile.

Un modello welfare non può strutturasi solamente per coloro che la “gara di mercato” lascia ai margini e per gli altri, quelli cioè che riescono a rimanere all'interno del circuito virtuoso della crescita economica, provvederanno da sé alla propria tutela ricorrendo alle varie forme offerte dal sistema “privato”.

Purtroppo ci siamo tutti accorti che non è vero che una più ampia estensione delle relazioni di mercato accresce il benessere per tutti. Dobbiamo invece con forza affermare che la garanzia dei diritti individuali passa anche attraverso un’azione di tipo collettivo e di maggiori opportunità per tutti. Dobbiamo combattere con determinazione la posizione di chi sostiene l’idea di welfare di tipo residuale in cui le prestazioni vengono erogate solo a chi è portatore di specifici bisogni e si trova in particolari situazioni di povertà, per sostenere che c’è necessità invece sviluppare l’idea di un nuovo universalismo come risposta a bisogni di sviluppo e di crescita di tutta la comunità.

Pertanto, un welfare che voglia prendere in seria considerazione lo sviluppo delle opportunità per tutti, dando anche ai cittadini una più forte capacità di scelta non può non essere un welfare a base universalista. Restringere la capacità di scelta di chi, per una ragione o l'altra, resta ai margini della gara di mercato non aggiunge nulla alla capacità di scelta di chi vi opera invece con successo.

Lo nostra sfida è quella di realizzare un welfare universalista senza che questo abbia caratteristiche assistenziali. Questo è possibile considerando che gli assi che devono caratterizzare l’intervento pubblico sono:

  • La definizione del “pacchetto” dei servizi sociali (e dei relativi standard di qualità) che si intendono assicurare ai cittadini;
  • la definizione delle regole d'accesso alle prestazioni e dunque degli interventi in chiave redistributiva necessari per assicurarne la fruizione effettiva a tutti i cittadini;
  • l'esercizio delle forme di controllo sulle erogazioni effettive delle prestazioni;

Sono queste le funzioni specifiche della figura dello Stato-regolatore. Non è invece costitutivo del ruolo dello Stato il compito della produzione diretta ovvero della gestione in proprio dei servizi sociali. In molti casi è evidente che tanto più il soggetto pubblico gestisce tanto meno riesce a regolare ed innovare. Non regolare significa non assicurare obiettivi di equità e di efficienza che devono connotare di sé un sistema di sicurezza sociale. Oggi si evidenza palesemente l’inadeguatezza dei nostri sistemi (anche quelli più evoluti) a rispondere con qualità ai bisogni dei cittadini, per la loro evoluzione, per la particolare specificità.

E’ necessario che in questo sistema i cittadini utenti e fruitori dei servizi e delle prestazioni sociali abbiamo un maggior ruolo, compartecipando alle scelte organizzative e gestionali. E’ necessario dare più strumenti e più spazi ai cittadini per auto-organizzarsi, oggi questo è reso sempre più difficile, dalla burocrazia, dal non riconoscimento della propria funzione e dai pochi spazi pubblici a loro disposizione.

Nella nostra regione in questi anni abbiamo tentato di operare in questa direzione, il processo condiviso di costruzione del primo e del secondo piano sociale regionale ha affermato la necessità che il soggetto pubblico fosse chiamato a garantire l’esistenza, il funzionamento, l’accessibilità della rete dei servizi essenziali, a pianificare e coordinare l’intero sistema, a gestirne direttamente l’impalcatura fondamentale, a regolare, a promuovere e valutare la qualità, a controllare e verificare il rispetto delle regole. Abbiamo condiviso l’idea di un soggetto pubblico non solo caratterizzato da funzioni gestionali, ma è stato immaginato come garante dell’equità sostanziale tra i cittadini in relazione alla tutela e alla promozione dei diritti sociali.

Attraverso queste strategie oggi nel nostro territorio con la costruzione dei piani di zona sono presenti azioni innovative, che attraverso una rete di servizi e interventi sociali rispondono ai bisogni delle persone. Oggi è necessario ridefinire meglio una cornice strategica che sia in grado di regolare i rapporti e le relazioni tra le istituzione pubbliche ed i soggetti della società civile che consenta di avviare una riflessione maggiormente strutturata sul tema della sussidiarietà e di quel welfare comunitario di cui si accennava.

Per i soggetti della società civile e per il terzo settore la sussidiarietà deve essere occasione d’innovazione, d’allargamento della capacità di azione pubblica, di mobilitazione della responsabilità. In questi ultimi anni nel mondo del terzo settore si è assistito a dinamiche molto particolari. Si sono indubbiamente ridotte le capacità del terzo settore di aggregare cittadini e di renderli protagonisti di un percorso di formazione civica; si sono ridotti progressivamente gli aderenti dei sistemi associativi, in particolare dei giovani e viene meno quella capacità del terzo settore e dei corpi intermedi di svolgere un’azione educativa tesa allo sviluppo dell’individuo e al suo protagonismo nella società civile.

I soggetti del terzo settore ed in particolare le organizzazioni di volontariato e dell’associazionismo hanno intrapreso scelte volte ad una maggiore strutturazione e sviluppo di attività di tipo imprenditoriale e di costruzione di servizi, scelta certamente importante, ma che rischia, se non opportunamente equilibrata con altre strategie che favoriscono coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini, di snaturare l’essenza della propria missione e funzione.

In Umbria è necessario sostenere fortemente un processo sviluppo del terzo settore inteso come spazio che consente lo sviluppo di un’economia civile (quella che permette coesione sociale, qualità della vita, riconoscimento dei diritti). Per questo è necessario costruire pari condizioni con altri soggetti imprenditoriali, dobbiamo attivare un processo in cui il terzo settore e l’impresa sociale e civile si rafforzi e si candidi a svolgere un ruolo maggiormente importante.

L’associazionismo e il volontario, devono ritrovare identità nella tutela e nella promozione dei diritti, con l’obiettivo di riattivare un circuito partecipativo dei cittadini per renderli maggiormente consapevoli del proprio ruolo e della propria funzione in un’ottica di miglioramento della qualità della vita e della tenuta sociale delle nostre comunità. Abbiamo più volte rimarcato la necessità di costruire un sistema di regole che garantisca la qualità delle politiche sociali, riteniamo che questo tema sia centrale e inderogabile, vanno quindi attivati rapidamente i sistemi che possono regolare e favorire questo processo.

Questo consentirà di attivare un sistema di servizi di maggior funzionalità e la cooperazione sociale sarà in grado di fare un salto di qualità; nella passata legislatura regionale si è approvata la nuova legge sulla cooperazione sociale e si è affrontato seriamente il tema delle risorse e delle condizioni di lavoro dei soci e degli addetti operanti in questo settore che rappresentano una fetta importante dell’occupazione nella nostra regione.

Le istituzioni pubbliche hanno assunto un impegno particolare per qualificare lo sviluppo del lavoro nell’impresa sociale, riconoscendo ad essa un ruolo di utilità pubblica e di contribuzione allo sviluppo della rete dei servizi e delle prestazioni sociali. Dobbiamo nell’ottica di un miglioramento del nostro sistema di welfare approfondire questo tema, affrontando la questione dell’organizzazione della rete dei servizi sociali e del tema del rapporto pubblico - privato sociale.

Tale aspetto è importante per garantire uno sviluppo ed una qualificazione dell’offerta sociale, a partire dai diritti dei cittadini e delle famiglie ad avere una risposta in termini di prestazioni sociali ai loro bisogni.

LISTA ASSEMBLEA REGIONALE - Collegio 1
post pubblicato in Liste , il 18 ottobre 2009

 
COLLEGIO PERUGIA 1

1

NADOTTI LORIS LINO MARIA

53

SERINI CLAUDIO

2

BELLINI ORNELLA

54

ROSINI ROBERTA

3

GIULIETTI GIAMPIERO

55

SOLINAS ATTILIO

4

MERCANTI LORELLA

56

IUCCI FEDERICA

5

BOCCALI WLADIMIRO

57

CERNICCHI ANDREA

6

CESTINI ROSSELLA

58

MONTANUCCI MARIA CINZIA

7

MIGNINI PIERO

59

CALIENDO BONAVENTURA

8

ASCANI ANNA

60

RAMPINI GIADA

9

SGALLA VINCENZO

61

HAZNEDARI PETRIT

10

BRUNO ROSALBA

62

DI GIOVINE LUCIA

11

FIORUCCI GIANNI

63

GORACCI CRISTIAN

12

TRAVICELLI CLAUDIA MARIA

64

BRAGETTI ROBERTA

13

CRISTOFANI SAURO

65

PESCARI MIRKO

14

FIORUCCI STEFANIA

66

GORI FRANCESCA

15

MARIUCCINI NICOLA

67

PIERACCI CARLO

16

BRUGNONI SIMONA

68

PASQUINO MANUELA

17

TURCHERIA LUCA

69

TOSTI LEONARDO

18

PANZOLINI SIMONA

70

LAMBERTI MONICA

19

LIBERATI ILIO

71

MATTIOLI ALBERTO

20

ALBANESI DANIELA

72

COLLESI CARLA

21

ROSI MAURIZIO

73

BONDI PAOLO

22

MAZZONI SANDRA

74

BOCCI TERESA

23

CHIANELLA ANTONELLO

75

MEARINI FRANCESCO

24

BARONI CATIA

76

CROCIONI ILARIA

25

MENICHETTI ENRICO

77

POMPEI MARCO

26

PAPI KATIUSCIA

78

CICCHI CLAUDIA

27

PARLAVECCHIO FRANCO

79

MERCANTI GIULIANO

28

CAPALDINI TIZIANA

80

LOCCHI ANNA

29

SARLI MICHELE

81

BOTTONI FABRIZIO

30

RICCI MARIA GRAZIA

82

MOSCONI ELEONORA

31

CASTELLANI BRUNELLO

83

CHECCARELLI ANTONIO

32

MARZIANI NOEMI

84

CORAGGI LORENZA

33

COSSU MASSIMILIANO

85

FRATINI MARCELLO

34

COMMODI JADA

86

PASSARELLA VALENTINA

35

ORSINI ADOLFO

87

ALESSANDRI FRANCESCO

36

CAVICCHI ALBA

88

BRUNETTI LUCIA

37

LOCCHI MARCO

89

BARBACCI CLAUDIO

38

GUBBIOTTI ROBERTA

90

PINACOLI LUISA

39

VIOLINI NICCOLO'

91

ROSI ADELIO

40

CARDINALI VALERIA

92

MENCARELLI SAMANTA

41

SEVERINI MAURO

93

MASTROFORTI ALBERTO

42

BAGNINI STEFANIA

94

RAGNI LILIANA

43

PATUMI RENZO

95

ZUCCHERINI ELVIO

44

SARNARI DORIANA

96

RANFA ELENA

45

BRUSCHI ENRICO

97

BROCCOLETTI CLAUDIO

46

MISCHIANTI BARBARA

98

CARDINALI STEFANIA

47

NATICCHIONI ALBERTO

99

CAVALIERI GIANFRANCO

48

PECCIA ALBA

100

SISTI MARINA

49

BORGOGNONI MARIANO

101

PATUMI GIANLUCA

50

BICCHI GIOVANNA

102

BATTISTONI VANIA

51

MATARAZZI CRISTIAN

103

PASCOLINI MAURIZIO

52

BALDACCI RITA

104

CONTI MARIA


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permalink | inviato da lambertobottini il 18/10/2009 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il 25 ottobre tornano le PRIMARIE del PD
post pubblicato in Come e dove si vota, il 18 ottobre 2009

 Il 25 ottobre tornano le PRIMARIE del PD

Per partecipare basta tenere a mente solo poche semplici indicazioni.Si vota dalle ore 7 alle ore 20.
Innanzitutto i seggi saranno tantissimi, ce ne sarà certamente uno anche vicino casa tua.

Per votare devi avere almeno
16 anni.
Se sei un cittadino italiano maggiorenne, insieme al
documento d’identità devi esibire la tessera elettorale.
Se sei uno
studente universitario o un lavoratore fuorisede puoi votare registrandoti entro le 19,00 del 23 ottobre nella sede provinciale del PD della città dove studi o lavori.
Se sei un
cittadino straniero con regolare permesso di soggiorno puoi votare esibendo lo stesso permesso di soggiorno o un documento d’identità.
Ricorda di portare
2 euro.E RICORDA: CON LE PRIMARIE IL SEGRETARIO LO SCEGLI TU:
NON PERDERE QUESTA OCCASIONE.

---------------------------------------------------------------------------------------------------

TROVA IL TUO SEGGIO

Per trovare il seggio basta andare nel sito nazionale del PD 
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/servizi/primarie09/ricercaseggi.htm 
o cliccando qui dove troverai il file completo con tutti i seggi della Provincia di Perugia.








 

 

LISTA ASSEMBLEA REGIONALE - Collegio 2
post pubblicato in Liste , il 18 ottobre 2009

 

COLLEGIO PERUGIA 2

1

ROSSI DANTE ANDREA

41

CIAVAGLIA FILIPPO

2

LATINO STEFANIA

42

BOCCIO EMANUELA

3

D'INGECCO GIANLUCA

43

PICCIONI SVEDO

4

BANELLA MARGHERITA

44

DI TOMMASO AURA

5

MISMETTI NANDO

45

BAZZANTI GIORGIO

6

PETRINI GIOVANNA

46

STEFANI TIZIANA

7

GOBBINI EDOARDO

47

LOMBRICI ROBERTO

8

PEPI CHIARA

48

PROLOGO LAURA

9

RIOMMI VINCENZO

49

FLAGIELLO JOSEPH

10

MACCHIAIOLO PAMELA

50

DOMINICI IRENE

11

ORLANDI ANDREA

51

BARTOCCI ANDREA

12

FRANQUILLO MAURA

52

SILVESTRI CANDIA

13

PONTEFICE FABIO

53

GENTILI ANGELO

14

FEDE MARGHERITA

54

PARRONI TANIA

15

TRENTA PAOLO

55

ORTOLANI LORENZO

16

D'ANGELI ANASTASIA

56

ALGA PATRIZIA

17

TODINI ALFIO

57

MARIUCCI GIUSEPPE

18

CRISTOFORI PATRIZIA

58

PONTI IRENE

19

LAGETTI MASSIMO

59

PINO MATTEO

20

MATTIUZZO MICHELA

60

PAGGI SABRINA

21

LORETONI ROBERTO

61

FRASCARELLI CLAUDIO

22

ZAMPOLINI RITA

62

BICCHIERARO GIULIANA

23

BIANCHI FAUSTO

63

RAGGI SERGIO

24

RONDONI SERENA

64

ORECCHINI GIULIANA

25

NALLI GIULIANO

65

FALLARINO CLAUDIO

26

CHIAVERINI RITA

66

ROSSI FRANCA

27

ZANGARELLI FABRIZIO

67

DI BELLO MATTEO

28

DORILLO ALESSIA

68

MARCHESINI CINZIA

29

GENTILI FABRIZIO

69

PIERGENTILI PIERO ROMANO

30

DURANTE CHIARA

70

DELLO STORTO TERESA

31

BATINO SERGIO

71

CAPITANI MASSIMILIANO

32

CAROCCI COSTANZA

72

MAGARINI ELEONORA

33

CECCARELLI MASSIMO

73

COCCHINI JACOPO MARIA

34

FATTORINI SIMONETTA

74

PALAZZI MARIA RITA

35

TONZANI ANTONIO

75

GRAZIOSI ELIO

36

TURRIONI AMBRA

76

FRELLI PAOLA

37

PACINI RODOLFO

77

TASSI ROBERTO

38

BILLI MARIELLA

78

DE MARTIN RIZZOTTO FIORENZA

39

FABI SANTE

79

POSTI ANDREA

40

EPIFANI PATRIZIA

 

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